Fonte: "La Sicilia", ed. Caltanissetta dell'8 Aprile 2011, pag.7
Si svuota il municipio del Comune nisseno
 Butera. Si svuota il municipio, un terzo dei dipendenti comunali 33 sui 95 in organico da stamattina sono in "stop forzato" per ordine della magistratura. Sono accusati di essere stati infedeli, di aver concertato un sistema di mutuo soccorso in base al quale un collega timbrava il badge e l'altro usciva da lavoro come e quando voleva per sbrigare le sue faccende. Ma in un paesino di 5mila anime quale è Butera le voci corrono facilmente insieme alle lamentele di chi andava in Municipio, trovava gli uffici vuoti, e magari incontrava poi l'impiegato al bar. Un sistema di assenze illegali dal lavoro che è stato smantellato dai carabinieri di Butera che ieri hanno notificato ai 33 dipendenti "infedeli" altrettanti provvedimenti emessi dal Gip del Tribunale di Gela Veronica Vaccaro, su richiesta del sostituto procuratore Vittorio Nessi.
Il "fuggi fuggi" dei dipendenti dagli uffici comunali di Butera durante l'orario di lavoro è stato smascherato con l'avvio di una indagine partita lo scorso anno. Per un mese le telecamere piazzate in Municipio ed in piazza Dante hanno permesso di riprendere i comportamenti "fuori legge" dei lavoratori, che con il loro comportamento hanno creato gravi danni al buon andamento della pubblica amministrazione e alla corretta gestione dei servizi.
Trentatré provvedimenti di sospensione sono stati emessi a carico di dirigenti comunali e semplici impiegati che lo scorso anno, tra i mesi di maggio e giugno, si sarebbero allontanati dagli uffici comunali. La sospensione, per un mese e 15 giorni riguarda i coniugi Angelo Sciandrù ed Adriana Tallarita, rispettivamente responsabile del settore edilizia privata ed esecutore amministrativo. Un mese di sospensione per il dirigente comunale ai servizi sociali Giuseppa Carnazzo (moglie del presidente del Consiglio comunale Carmelo Labbate), per gli esecutori amministrativi Paolo Caltavituro, Luigi Giarrizzo, Carmela Murando, Diego Navarra, Giuseppe Ognimè, Luigi Provinzano, Maria Teresa Tallarita, Concetta Maria Zaffonte e il collaboratore professionale Ignazio Buttiglieri. Per 15 giorni, invece, non potranno recarsi al lavoro, gli istruttori amministrativi Giuseppe Barresi, Maria Bonadonna, Concetta Di Vita, Elio Rocco Donzella (fratello del vicesindaco Giovanna Donzella), Gaetano Guarnaccia, Crocifissa Elvira Marino (moglie del comandante dei vigili urbani), Salvatore Messina, Gaetano Spiteri e Carmela Trovato. Identica sospensione per gli esecutori amministrativi Serafina Daino (moglie dell'assessore alla legalità Filippo Morgante), Grazia Dellaria (moglie dell'assessore al Personale Gino Vassallo), per il collaboratore professionale Arturo Cusumano. Sospensione anche per il comandante dei vigili urbani Carmelo Di Vita, per l'ispettore di Pm Rocco Di Vita, per gli ausiliari dei vigili urbani Patrizia Federico e Gaspare Garufo, per l'addetto all'ufficio affari generali Luigi Vassallo; per il responsabile manutenzione Carmelo Lo Licco; per l'assistente sociale Maria Concetta La Spina (residente a Gela) e per il commesso Rocco Di Vita. Denuncia a piede libero, invece, per il dirigente al personale Luigi Di Vita, per Ettore Labbate, Pasqua Linuccia Rizzo e Brunello Spiteri; questi ha confessato le proprie responsabilità durante l'interrogatorio. Nessun provvedimento a carico di Daniela Maria Teresa Riggio e Giuseppe Pisano i cui nomi sono usciti dal fascicolo sui presunti casi di assenteismo.
Laura Mendola
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