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Intesa coi comuni costieri contro l'offshore |
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Fonte: "La Sicilia", ed. Caltanissetta del 19 Agosto 2010
Intesa per il «no» all'off shore
Protocollo tra i Comuni della fascia costiera per opporsi all'impianto
 Butera. Butera, Gela, Agrigento, Licata e Palma di Montechiaro, e le Province regionali di Agrigento e Caltanissetta, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per opporsi con ogni mezzo, politico e legale, alla realizzazione di impianti eolici off shore lungo il litorale costiero che interessa questi comuni e questi territori provinciali. Nell'occasione, come ha sottolineato l'assessore comunale allo sviluppo economico Silvio Scichilone, «E' stata stabilita una sorta di cooperazione tra questi comuni e le provincie di Agrigento e Caltanissetta, al fine di opporsi alla realizzazione di impianti off shore al largo del nostro litorale costiero».
Una decisione forte, quella assunta da parte dei comuni e delle provincie regionali, che è stato inoltrato alle autorità competenti, ed anche alle deputazioni regionali e nazionali, al fine di mettere anche costoro a conoscenza della decisione comune di opporsi alla realizzazione di questi impianti. Nel protocollo d'intesa è stato anche deciso che, quanto prima, si procederà alla nomina di un legale comune che dovrà rappresentare e far valere in ogni sede quelle che sono le ragioni di comuni e provincie in questa vicenda.
Un caso, quello degli impianti off shore, che sta facendo discutere non poco e che appare destinato a far registrare code non solo politiche ma anche legali. Soprattutto se la volontà di sindaci e presidenti delle Province di Caltanissetta e Agrigento di dire "no" alla realizzazione di questi impianti, dovesse essere disattesa.
«Quanto prima invieremo questo protocollo d'intesa anche al ministero per l'ambiente - ha sottolineato Silvio Scichilone - al fine di rendere edotto anche il ministero sulle decisioni che abbiamo assunto, ma anche sulla volontà comune di non volere in alcun modo la realizzazione di impianti simili in un territorio come il nostro che non può e non deve essere deturpato da simili strutture». C.L.
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