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Progetto internazionale per il parco giochi |
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Fonte: "La Sicilia", ed. Caltanissetta del 20 Agosto 2010
Progetto «internazionale» per il parco giochi a Butera
 Butera. Ragazzi buteresi, tedeschi, francesi e polacchi, uniti nella realizzazione di un parco giochi in Piazza Europa. E' quanto stanno facendo i giovani nell'ambito del percorso Park Europa che è inserito nel progetto Ewoca 3 e che si concluderà il 29 agosto nella cittadina buterese.
Si tratta di un progetto che è stato a suo tempo finanziato dalla comunità europea e vedrà il coinvolgimento non solo dei giovani locali, ma anche di giovani tedeschi e polacchi provenienti dalle comunità di Gevelsberg e Szprotawa. Gevelsberg è la cittadina tedesca nella quale da anni vive una numerosa comunità buterese e che dal 1998 è gemellata con Butera. Altri giovani, invece, provengono dalla cittadina polacca di Szprotawa. I ragazzi tedeschi, francesi e polacchi, che l'estate scorsa hanno realizzato un parco giochi a Gevelsberg assieme a quelli buteresi, sono stati accolti in città con grande affetto e partecipazione.
Un momento di integrazione culturale che li ha visti fraternizzare con i pari età buteresi e con la comunità tutta.
L'amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Casisi ha finanziato il progetto in questione con 10 mila euro al fine di assicurare il pagamento dei costi inerenti le spese di trasporto e pernottamento ai partecipanti e ai loro accompagnatori. «Non posso che plaudire ad un'iniziativa che rappresenta il vero grande spirito di integrazione europea; vedere questi ragazzi italiani, francesi, tedeschi e polacchi lavorare tutti insieme ad un'opera così bella e importante come un parco giochi non può che farmi piacere». Il primo cittadino ha anche ringraziato il presidente della Bcc del Nisseno, Giuseppe Di Forti, per aver finanziato parte dello stesso Parco Giochi di Piazza Europa (che è stato finanziato anche dalla comunità europea).
«La Bcc - ha concluso il sindaco Casisi - s'è mostrata molto sensibile non solo allo spirito di integrazione culturale europeo, ma anche alle esigenze del territorio e di questo non posso che dargliene pieno e adeguato merito». C.L
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