Presidiate e bloccate le vie d'accesso a Butera e Riesi
anche i giovani e gli studenti a fianco di agricoltori e autotrasportatori
 Butera. Dalle principali arterie stradali il movimento dei forconi e di forza d'urto passa a presidiare le città. Accade a Butera e Riesi dove ieri mattina sono stati bloccati gli ingressi principali.
La chiesa a Butera è scesa in campo, in questo piccolo centro di 4000 anime, per dire basta ad una deriva che sta portando all'impoverimento di tanti cittadini e di tanti agricoltori: «Ormai è arrivato il momento che la politica, ed anche i sindacati che in questi giorni non hanno mostrato vicinanza ai lavoratori, si dia una mossa. Anche noi, piccolo paese di periferia - ha affermato padre Aldo Contraffatto, parroco della parrocchia San Giovanni Bosco a Piano della Fiera - della grande Sicilia, abbiamo voluto unirci a quella speranza, tante volte delusa, di avere quel rispetto verso i propri diritti. Qua c'è un'agricoltura che ormai, dopo secoli che dava sviluppo a Butera, è ferma.
Voglio dare la mia solidarietà a questi giovani di Ugo, che stanno organizzando questa manifestazione, a tutti gli agricoltori, a tutti i lavoratori che ormai non ce la fanno più, a quelli che ormai disperati non sanno più come mantenere le famiglie e nemmeno c'è la speranza di emigrare, per la crisi che attanaglia l'Europa intera».
«Il paese è ormai morto, al 100%, gasolio non se ne può comprare più, il lavoro manca - afferma un anziano - l'agricoltura è a zero, il frumento a 17 centesimi, le pesche a 15 centesimi, tutto svalutato, non possiamo comprare niente, diteci cosa dobbiamo fare!».
«Vogliono uccide il nostro futuro e noi non lo permetteremo - afferma Angelo Salemi, rappresentante degli studenti del Liceo scientifico di Riesi - siamo qui, accanto ai lavoratori, per far voltare pagina a questa terra; vogliamo proseguire gli studi perché vogliamo andare avanti, non è giusto che debbano andare avanti solo i ricconi, ed i figli degli agricoltori sono di serie B?». Oggi a Riesi ci sarà sciopero generale, già nella giornata di ieri molti esercizi commerciali per solidarietà hanno chiuso: «Noi stiamo protestando perché ci hanno portato alla fame - afferma Francesco Altovino, pensionato - tutte le istituzioni pensano a loro, si aumentano gli stipendi ed il popolo viene lasciato al suo destino. Non possiamo più permettere questo stato di cose». Le pesche e l'uva ormai sono a basso prezzo a Riesi: «La città di Riesi è pronta a scendere in piazza - afferma Salvatore Pasqualino, consigliere comunale - per difendere i propri diritti; questa città vive di agricoltura e non possiamo rimanere a guardare. Oggi l'agricoltura si è fermata, noi faremo sentire la nostra voce. C'è l'intenzione di fermare completamente tutto, così come abbiamo fatto diversi anni fa per la difesa dei vigneti. Ieri hanno fermato l'industria a Palermo, oggi fermano l'agricoltura in Sicilia, vorremmo capire di che cosa dobbiamo vivere in Sicilia. Noi siamo pronti a tutto». Valerio Martorana
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