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Le polemiche non frenano il gioco dell’oca |
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Fonte: "La Sicilia", ed. Caltanissetta del 17 Agosto 2010
Butera, le polemiche non frenano l'«oca»
Il «gioco di lu sirpintazzu»
 Butera. Alla fine il tradizionale "gioco dell'oca e di lu sirpintazzu", che si celebra in occasione della festa del patrono buterese, San Rocco, s'è svolto come ogni anno e senza che si verificassero più o meno clamorosi quanto temuti eventi di protesta. Alle 17 in punto di ferragosto, nonostante la festa, il sole e il gran caldo pomeridiano, nella centralissima piazza Dante si sono dati convegno numerosi buteresi che hanno presenziato ad una tradizione che, da queste parti, è molto sentita.
Una tradizione che, in questi ultimi anni, ha fatto discutere non poco e che è stata vivamente contestata da parte della Lav. Secondo cui, quello dell'oca, sarebbe un gioco attraverso il quale si darebbe vita ad una pratica del tutto "sadica" che non avrebbe alcun rispetto nei riguardi dell'animale che viene ucciso. Una tesi che ha trovato contrari sia il sindaco Luigi Casisi, sia il parroco don Filippo Provinzano che il comitato dei festeggiamenti di San Rocco.
Tantissima gente, come ogni anno, ha fatto da cornice a questo singolare evento che ha visto anche la presenza delle autorità civili e militari. Il rituale s'è ripetuto come ogni anno davanti non solo a tanti adulti, ma anche ad altrettanti bambini. Una tradizione antichissima, quella dell'oca e di lu sirpintazzu a Butera che, alla fine, anche quest'anno, s'è celebrata, ma che, come negli anni scorsi, è stata oggetto di discussioni e dispute tra quanti la ritengono un'usanza da perpetuare e quanti, invece, la considerano nulla più di una pratica barbara.
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