Fonte: "La Sicilia", ed. Caltanissetta del 4 Maggio 2011, pag.34
«In fumo finanziamento di 1,2 milioni»
Consolidamento a Butera. Il progettista del primo progetto denuncia per interesse privato la Giunta comunale
 Sono ormai prossime alla conclusione le indagini della Procura di Gela avviate a seguito di una denuncia per interessi privati in atti d'ufficio relativamente al nuovo progetto per lavori di consolidamento sommitale di piazza Costa a Butera, che peraltro sarebbe già stato realizzato negli anni passati. La denuncia presentata sei mesi fa al Comando della Guardia di Finanza di Caltanissetta dall'ing. Sergio Pecoraro coinvolge il sindaco di Butera Luigi Casisi e tutta la sua Giunta comunale (il vicesindaco Giovanna Donzella, gli assessori Filippo Morgante, Luigi Vassallo, Silvio Scichilone, Ignazio Giuliana, Stefano Inzisa), il presidente del Consiglio comunale Carmelo Labbate, il funzionario comunale Filippo Trainiti, il comandante dei vigili urbani Carmelo Di Vita.
Nei confronti di questi ultimi due, l'ing. Pecoraro ipotizza ulteriori reati «in quanto - dice - nello svolgimento della gara per il bando di progettazione, pur sollecitati da me, non hanno preso atto che erano stati prodotte false attestazioni inerenti il curriculum professionale presentato da un tecnico progettista, genero dell'assessore Vassallo».
La vicenda che ha portato il professionista nisseno a rivolgersi alle Fiamme Gialle nasce da un progetto da lui redatto negli anni passati su richiesta dell'allora Amministrazione comunale della quale faceva parte anche l'attuale presidente del Consiglio comunale Carmelo Labbate. Il progetto riguardava il consolidamento di un pendio ricadente nella zona sud-ovest di Butera, a ridosso dell'ex orfanotrofio "Carmelo Cantello". «Facendo riferimento a quel mio lavoro - afferma l'ing. Pecoraro - l'allora sindaco di Butera, su segnalazione del capo dell'Ufficio Tecnico, dichiarò la pericolosità del sito prospettandosi la caduta dei fabbricati superiori utilizzati ai tempi come orfanotrofio. A tal proposito emise un'ordinanza di sgombero generale di tutta la parte a monte e a valle del pendio. Con tali presupposti l'attuale Amministrazione comunale ha partecipato ad un bando della Regione finalizzato alla mitigazione del rischio idrogeologico nei territori comunali e la "manifestazione d'interesse" ottenendo un decreto di finanziamento di ben 1 milione 200 mila euro, anche perché la zona rientrava nell'elenco regionale a rischio elevatissimo R4 ed era lotto di completamento e chiusura dell'intero versante. Il mio progetto, proprio per tali caratteristiche, per tutti i visti di rito, per le approvazioni avute e la corrispondenza dell'importo, consentiva l'immediata realizzazione dell'opera».
Il problema è sorto quando, alla richiesta di presentazione del progetto esecutivo, ne sarebbe stato prodotto un altro riguardante altra zona ed in particolare la piazza Giudice Costa, non rientrante nei piani d'intervento dell'Assessorato, zona non a rischio, senza fabbricati a monte. Per tale progetto un Consiglio comunale decise il rientro di tale opera al 4° posto del piano triennale. «Ma il "mio" progetto - protesta il professionista nisseno - risultava al 1° posto per le caratteristiche definite dalla Protezione civile, per le ordinanze fatte dallo stesso sindaco e per il costante rischio di cedimento dei fabbricati posti sul costone».
«Il progetto di consolidamento dell'area sottostante l'ex orfanotrofio - continua l'ing. Pecoraro nella denuncia - era cantierabile e senza alcun onere di parcella anticipativa per l'Amministrazione. Ma il sindaco Casisi ha sempre assunto un comportamento ostativo nei miei confronti, sebbene io avessi a lungo lavorato per il Comune di Butera prima della sua elezione. Ad un certo punto, di questo mio progetto s'è persa traccia negli uffici comunali o almeno così mi fu detto. Ma dallo stesso Comune nel giugno 2010 mi fu chiesto di aggiornarlo. Cosa che io feci, ma il sindaco Casisi e il vicesindaco Donzella mi intimarono di rinunciare a qualsiasi pretesa "in quanto - mi fu espressamente detto - loro avevano preso accordi con un nuovo geologo ed un nuovo progettista ed avevano accordi a Palermo…». Fu così che nacque il "progetto di consolidamento nella parte sommitale della piazza Giudice Costa", che il Consiglio comunale presieduto da Carmelo Labbate approvò con delibera del maggio 2010 e senza che lo stesso portasse a conoscenza del consesso i miei ricorsi. Il bando di progettazione venne emanato nel giugno 2010. Io partecipai per conoscere più direttamente l'iter che si voleva seguire. Ma quando chiesi alla commissione esaminatrice (presieduta Carmelo Di Vita) lumi su alcune irregolarità al momento dell'apertura delle buste, non mi fu data risposta. La mia insistenza, ufficializzata con una nota, ebbe una risposta da parte del geom. Trainiti (responsabile Rup) nel quale lo stesso giustificava, a difesa del professionista parente dell'assessore Vassallo, le false attestazioni e le false progettazioni servite per la formazione del curriculum».
Pecoraro è convinto di essere stato escluso "proditoriamente e con motivazioni senza fondamento alcuno". Nell'agosto 2010, dopo che il geom. Trainiti espresse il parere favorevole, l'incarico di progettazione venne conferito all'ing. Alfonso Accardo. «Ma l'opera di consolidamento indicata nel nuovo progetto - sottolinea Pecoraio - era già stata realizzata negli anni passati, per cui la nuova stesura è l'esatta riproposizione dell'intervento di consolidamento fatto negli anni trascorsi, le opere ed i manufatti risultano essere gli stessi e sovrapposti a quelli realizzati. Lo confermano gli elaborati documentali delle opere realizzate che ho esibito».
Nella sua denuncia (oggetto di approfondito esame della Guardia di Finanza di Caltanissetta) l'ing. Pecoraro sostiene che «il sito motivo dell'imminente appalto di finanziamento non è quello per cui la Regione ha emesso il decreto di finanziamento», che «tutte le procedure per la realizzazione del "nuovo" consolidamento sono state effettuate con documentazioni equivoche, false attestazioni, elaborati artefatti e tentativi di inserire falsi curriculum». L'esposto-denuncia dell'ing. Pecoraro è anche al vaglio della procura della Corte dei Conti. Poco più di un mese fa l'Assessorato regionale ha rinviato tutti gli atti al Comune dichiarando il progetto "irricevibile" dal punto di vista del finanziamento e avviando le procedure di revoca. «Ho già avviato le procedure per la riscossione delle mie competenze - afferma Pecoraro - e ciò sempre nella considerazione di un comportamento che ha portato ad un evidente sperpero di denaro pubblico per il Comune di Butera e la perdita di un finanziamento di 1.200.000 euro e con il rischio di qualche tragedia che potrebbe verificarsi visto che i locali soprastanti, sebbene siano stati dichiarati inagibili, ad oggi risultano impunemente utilizzati».
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