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Golfo di Gela, la « terra delle contraddizioni» PDF Stampa E-mail
Fonte: "Giornaleonline.lasicilia.it", Ed. di Caltanissetta del 7 Marzo 2014, pag.30

«La terra delle contraddizioni»
Nel Golfo di Gela lo Stato prima finanzia strutture turistiche poi impone un grande parco eolico


Sui social network l'argomento domina da qualche settimana ed è stato lanciato pure un sondaggio. Le associazioni hanno annunciato un'iniziativa di sensibilizzazione con la presenza di Vittorio Sgarbi durante le manifestazioni della «Primavera dell'Arte». Tiene banco la notizia dell' ormai prossima costruzione di un parco eolico nel Golfo di Gela. Un affare da 150 milioni di euro gestito dalla Mediterranean Offshore srl con la posa di 38 aerogeneratori nel mare antistante la costa di Butera. Un progetto a cui, fin dal primo momento si sono opposti, il Comune, la Soprintendenza di Caltanissetta, gli ambientalisti, la stessa Regione con il governo Lombardo prima e Crocetta ora. Ma lo Stato è di diverso avviso. Quello Stato che ha investito denaro pubblico per incentivare la vocazione turistica di quella fascia costiera ha ora autorizzato nella stessa zona il parco eolico.
L'eolico è energia pulita, ma se per un territorio si sceglie un tipo di investimento perché poi appesantirlo con un altro tipo di investimento che è forte ed in contrasto come minimo per quanto attiene all'impatto visivo? Il governo Letta nell' ottobre scorso ha autorizzato il parco eolico senza curarsi dei vari ricorsi pendenti al Tar e della volontà delle popolazioni interessate. Il progetto autorizzato prevede, come detto l'installazione di 38 aereogeneratori per una potenza complessiva di 136,8 MW da porre ad una distanza minima dalla costa di 3 km. Un dato che si commenta da solo in termini di impatto visivo. Le pale eoliche di fronte ai lidi, ed ai villaggi turistici. Ora la trafila burocratica è finita. I lavori per il parco eolico a mare possono cominciare. «In questa fase - dice il sindaco Fasulo - oltre che attendere il ricorso al Tar ne parlerò con i vertici del Ministero nei prossimi giorni». «Queste sono le battaglie che gli ambientalisti dovrebbero sposare - ha detto il sindaco - una lotta contro scelte politiche assurde che da una parte incentivano il turismo dall'altra ti piantano le pale eoliche in un territorio che non ha bisogno di energia. Allora facciamola finita non parliamo di distretto turistico ed altre cose simili». Fasulo affronta pure il caso del dietrofront dell'Amministrazione di Butera: «Non so perché Butera ha cambiato posizione - continua Fasulo - forse il sindaco si è reso conto che opporsi non sarebbe servito a nulla. Ma è una mia supposizione. Noi restiamo nella posizione di contrarietà e faremo tutto il possibile per opporci». E lo stesso dice il governatore Crocetta. Ma sul mare è competente il governo nazionale perciò, proclami a parte, al momento non si intravedono soluzioni che vadano verso il rispetto della volontà della maggioranza di cittadini che vivono nella zona. M. C. G.
Commenti (3)add
... : giusemes12
Chi si dice contrario al parco eolico deve spiegare il perché, non darlo per scontato perché si è contrari ad ogni intervento sul territorio ritenendolo, per definizione, nocivo all'ambiente. L'impatto ambientale: si spieghi, contestando le relazioni del progetto, che esse sono false o comunque non giustificatrici di un intervento.
Dall'altra parte, chi è favorevole, dica ai cittadini le ragioni per cui interventi del genere sono portatori di sviluppo, di incentivi al territorio e alla sua economia, di modo che i cittadini abbiano la possibilità di comparare le convenienze e dare un giudizio motivato.
Altrimenti si fanno chiacchiere inutili.
Chi scrive, ad es. non è per il parco per ragioni ideologiche:
era favorevole, quando avevo dati concreti su cui ragionare, per due ragioni:
- perché Butera avrebbe avuto incentivi consistenti
- perché il territorio avrebbe avuto miglioramenti che avrebbero agevolato anche il turismo
- perché gli studi d'impatto ambientale erano chiaramente indicativi di effetti che non avrebbero prodotto danni all'ambiente.
Se permangono queste condizioni, sono a favore.
Ma permangono?
08 marzo 2014
... : Chimera

Un PAESE serio, dotato di funzionari pagati bene ma incorruttibili, di uomini politici con la cultura del bene comune e dello sviluppo del territorio, anzicchè ad abitudini clientelari ed all'ingordigia, con una classe di professionisti abituati a lavorare per l'innovazione ed il miglioramento delle generazioni, e non al servizio di oboli sempre più precari e ormai quasi inesistenti, probabilmente le energie alternative potrebbero essere viste come una opportunità.
Il solo fatto di avere cementificato l'Isola, creato industrie nei più bei siti della Sicilia lasciandone ora cattedrali nel deserto e malattie, distrutto centri storici e siti di valore inestimabili in nome della modernità, personalmente ho più di un ragionevole dubbio sulla utilità di questa cosa. Possa essa portare milioni di euro alla comunità buterese ( cosa evidentemente non vera). Così, come mi chiedo perchè fare il MUOS nella sughereta millenaria di Niscemi quando gli altri tre suoi gemelli, nel pianeta, sono allocati in zone desertiche?
La dorsale del vento in ITALIA si trova proprio qui, nell'Adriatico etc etc quindi... studi bla bla bla e bla.
In un PAESE serio anzicchè spendere soldi per nuove cose si dovrebbero valorizzare le cose che già abbiamo, dare a queste cose la giusta importanza nel mondo perchè a noi italiani invidiano lo stesso fatto di vivere nel PAESE più bello del mondo, aimé ridicolizzato e reso degno di non rispetto da parte di chi, preposto al bene comune, è risultato incompetente, disonesto e peggio ancora incompetente e disonesto.
In un PAESE serio, in una ISOLA mondo come quella che abbiamo, si dovrebbe realmente cambiare il punto di vista celebrale nell'approcciarsi alle cose.
Le cose che si fanno debbono essere utili per il territorio e le future generazioni senza creare nocumento. Insomma non devono essere utili solo a chi li realizza.
R.C.
08 marzo 2014
... : roccogua
Ancora una volta l'azione dell'amministrazione comunale e del sindado di Butera si connota per incoerenza e reticenza.
Su quanto si andrà a realizzare, da cittadino, vorrei essere adeguatamente informato onde consentirmi di valutare le scelte effettuate, ma fino ad ora la giunta non è stata chiara neppure nei confronti del consiglio comunale, che, a quanto mi riuslta, non è stato neppure convocato per discutere dell'argomento, nonostante che la eventuale realizzazione del parco eolico marino incide in modo irreversibile sull'ambiente antistante le spiagge buteresi e quindi sulla vocazione del territorio comunale.
Non ritengo sia interesse della collettività continuare in questo modo.
Saluti
R.G.
10 marzo 2014
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