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Continuano gli interrogatori per i comunali |
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Fonte: "La Sicilia", ed. Caltanissetta del 31 Marzo 2011
Timbravano mariti e colleghi
Continuano gli interrogatori dei dipendenti comunali assenteisti accusati di falso e truffa
 Butera. Tra i dipendenti assenteisti al Comune ci sarebbero stati anche chi era solito timbrare la presenza e poi allontanarsi dal posto di lavoro. Uno scenario inquietante per alcuni dei 40 lavoratori dell'ente pubblico indagati per falso e truffa aggravata per i quali la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari. I carabinieri della locale Stazione si sarebbero avvalsi di registrazioni effettuate dalle telecamere ma anche di pedinamenti. Infatti, secondo gli atti inseriti nel fascicolo, alcuni dipendenti (per i quali il sostituto procuratore Vittorio Nessi ha chiesto la misura restrittiva agli arresti domiciliari) durante le ore d'ufficio si sarebbero allontanati dal proprio posto di lavoro.
Alcuni dei 40 indagati frequentemente, secondo le registrazioni effettuate dei carabinieri ed ora della Procura di Gela, avrebbero abbandonato il Palazzo di Città un'ora prima rispetto al tradizionale orario di lavoro.
E per timbrare il cartellino? In alcuni casi avrebbe provveduto il coniuge, il fratello, il parente più stretto, in altri ancora si affidavano al collega di settore o il vicino di casa. Gli uomini, più delle donne, secondo l'indagine dei Carabinieri, sarebbero stati gli "habitué" delle assenze.
Ogni ora del giorno, per molte di loro, era propizia per allontanarsi e recarsi al bar o a casa anche per una mezz'ora abbondante. Nel lungo elenco degli indagati spuntano i nomi di diversi coniugi. Tre dei quaranta indagati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Gela l'altro ieri non sono stati interrogati dal Gip presso il Tribunale di Gela Veronica Vaccaro perché erano in malattia. Oggi verranno sentiti Maria Bonadonna, Rocco Donzella e Linuccia Rizzo. Anche loro dovranno chiarire la posizione sui fatti contestati.
Mentre le telecamere piazzate in Municipio registravano gli spostamenti dei dipendenti comunali, il rappresentante del Partito dei comunisti Nunzio Chiolo nelle colonne del nostro giornale lamentava la lentezza burocratica per il rilascio di un certificato storico. Era il 20 maggio, l'indagine era già avviata, le telecamere si erano accese e Nunzio Chiolo, attraverso una lettera denunciava non solo la lentezza amministrativa. Per tre giorni Chiolo avrebbe fatto la spola per la sua abitazione e gli uffici comunali pur di ottenere un certificato storico a nome del padre. Troppo tempo, solo dopo diverse peripezie il cittadino ha ricevuto il documento. In quella occasione aveva dovuto telefonare al sindaco Luigi Casisi pur di dare un'accelerata all'iter burocratico. Solo dopo diverse peripezie Chiolo ha ricevuto la documentazione. Eppure la denuncia giungeva in tempi non sospetti, ora l'indagine sui "dipendenti assenteisti".
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