Un futuro difficile tra crisi e innovazioni
Come si vive in un paese dove i decessi sono più delle nascite e chi resta non vuole arrendersi
 Butera. Alle 15,30 nella chiesa della parrocchia di Maria Ausiliatrice e Don Bosco i banchi sono tutti occupati. Fuori una decina di corone di fiori. Si celebra, anche in diretta internet, il funerale di Francesca Ferrante, 84 anni, l'ultima residente cancellata dai registri dell'Anagrafe di Butera.
Il piccolo Vincenzo, figlio dell'assessore comunale Giuliana, è invece l'ultimo arrivato in questo comune della provincia di Caltanissetta, al confine con Riesi e Gela. Considerato che dall'inizio dell'anno ci sono stati tre decessi e una sola nascita, il numero ufficiale degli abitanti è così sceso ancora, toccando quota 4.930, minimo storico per un centro che, recensito nel 1861 con 5.157 abitanti, ha toccato il massimo nel 1951 con 10.675 residenti, ma ha poi visto scendere progressivamente la sua popolazione fino ai livelli attuali.
"In questo paese da anni i decessi aumentano ma le nascite diminuiscono. I giovani partono e restano solo i vecchi. E così anche il paese invecchia e muore » ha tuonato don Aldo Contrafatto, parroco da 18 anni di "Maria Ausiliatrice", nella sua omelia domenicale, rilanciata, come tutte le altre funzioni religiose che si celebrano in parrocchia, via internet. E lui, novello don Camillo che ha piegato Facebook e le moderne tecnologie telematiche al servizio pastorale, non le manda a dire all'amministrazione comunale, spiegando che alla gente di Butera servono lavoro e servizi.
La chiesa sta nella parte bassa del paese, quella più popolosa, nel quartiere di "Piano Fera". Il Comune sta invece nella parte alta, in piazza Dante, il vero cuore di Butera (con una stupenda vista sulla vallata) racchiuso in una cinquantina di metri appena: la posta, la banca, il barbiere, il circolo, il Milanclub, due bar, un bed and breakfast con ristorante, il tabaccaio, il benzinaio, un pub e la tv locale.
E così la risposta a don Aldo arriva a stretto giro dall'emulo guereschiano di Peppone, il sindaco pd Luigi Casisi, attorniato dalla sua Giunta. «Qui noi lavoriamo per dare un futuro a questo paese. Cerchiamo di proiettarlo al di là della sua attuale dimensione e di questi numeri che, pur statisticamente veri, non possono condannare senza appello una comunità come la nostra». Accanto al sindaco, si schierano la giovane vicesindaco Giovanna Donzella, del Mpa, e gli assessori alla Pubblica Istruzione, Silvio Scichilone, e al Territorio, Gino Vassallo.
«Negli anni Sessanta - spiegano - il nostro paese ha pagato a caro prezzo il fenomeno dell'emigrazione di massa. In molti sono partiti per la Germania perché qui non c'era lavoro. Oggi è diverso. Il paese si è aperto alle altre realtà circostanti: i ragazzi frequentano il liceo a Gela o a Niscemi facendo i pendolari, poi c'è l'università a Enna o a Catania. Ma poi molti ritornano».
Ed è proprio su questi ritorni, di chi in realtà non è mai andato via, che si gioca il futuro di Butera. Dall'agricoltura di qualità, alla produzione di prodotti di nicchia: sono molti i giovani che giocano questa difficile partita. Altri invece puntano sul poco ma sicuro: le attività e l'indotto alberghiero delle strutture che sorgono lungo la costa a Falconara. Certo, lavori stagionali con un'alternanza inevitabile tra occupazione estiva e disoccupazione invernale assistita.
Del resto Butera vanta il maggior numero di presenze turistiche dell'intera provincia di Caltanissetta, oltre 100 mila presenze l'anno. Un'occasione di sviluppo certamente non comune, «ma inutile - ribatte gelido don Aldo - perché dei soldi dei turisti qui a Butera non arrivano».
Negli ultimi anni è aumentato il numero dei matrimoni (compresi quelli celebrati col rito civile anche di coppie non buteresi, qualcuno è arrivato addirittura dalla Francia e qualcun altro da Malta per usufruire della splendida location). Ma è anche aumentato il numero dei divorzi e delle separazioni, oltre che - ovviamente - degli anziani che restano soli. Pertanto il saldo finale parla di 1.958 famiglie, con una diminuzione dello 0,2%, e una composizione media per nucleo familiare di 2,55. Numeri aridi che non dicono e non spiegano fino in fondo la realtà del tessuto sociale di un paese, con un reddito medio pro capite nel 2009 di 6.119 euro, nel quale è invece aumentata, a partire dal 2005, la presenza degli stranieri. Oggi la famiglie con almeno uno straniero sono 54 e quella che hanno il capofamiglia straniero sono 45, quasi il 2,4% del totale.
«In realtà - spiega il sindaco - sono quasi tutte famiglie già solide che vengono dalla Romania. La donne accudiscono i nostri anziani e gli uomini vanno in campagna o vengono impiegati nell'edilizia per fare quei lavori che noi non vogliamo più fare. Ormai sono una vera e propria comunità che noi puntiamo a integrare pienamente».
In un Comune virtuoso che rispetta il piano di stabilità, che dopo un anno è già al 45% della raccolta differenziata dei rifiuti, che stabilizza 8 precari e assume un direttore contabile con una spesa per il personale inferiore al 40%, la crisi economica però si fa sentire egualmente.
«Sono sempre di più le famiglie in difficoltà che vengono a chiedere aiuto al Comune - dice la vicesindaco Giovanna Donzella - perché non riescono proprio ad andare avanti».
Crisi economica e disoccupazione: un'equazione che porta dritta alla delinquenza. Questo è sempre stato un paese tranquillo, spiegano al Comune , niente mafia, niente malavita. Da qualche tempo però le cose sono cambiate - e almeno su questo Chiesa e Comune concordano - la gente, soprattutto i più anziani, cominciano ad avere paura. «Si registrano almeno due furti in appartamento ogni giorno e non riusciamo a capire chi siano e da dove vengano» aggiungono sempre agli amministratori.
Le aride statistiche dicono ancora che il 23,9% dei buteresi ha più di 65 anni, e il 13% meno di 14. Nel 63,2% che resta ci stanno tutti gli altri. Compresi i giovani tra 18 e 30 anni, quelli che hanno studiato, che vogliono vivere e pretendono di avere un futuro dignitoso, un lavoro e una famiglia. Giovani giusti e tosti. Che non si perdono per nulla d'animo. Chi volesse averne la prova la troverà su Facebook. Andate a cercare UGO (Unione giovani ottimisti) e capirete… Il futuro di Butera è lì. L.R.
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