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CHIESA DI SAN ROCCO

La Chiesa di San Rocco, oggi patrono di Butera, un tempo era dedicata a San Nicolò Vescovo di Mira. Il vero patrono di Butera era San Tommaso Apostolo a cui è intitolata l’unica parrocchia esistente. Gli abitanti però hanno proclamato prima San Giovanni Battista poi S. Vito, titolare della Chiesa omonima, in seguito Sant’Antonio Abate, infine, il 18 Aprile 1683, il popolo proclamò San Rocco patrono di Butera per come attesta il seguente documento che trovasi agli atti dell’archivio della Chiesa di San Rocco che qui trascrivo: «G.M.G. e San Rocco. A 19 Aprile sesta indizione 1683. Si avverte che in questa e sotto questo giorno di Pasqua, radunato tutto il popolo e li signori giurati e capitano, nella Matrice di questa città in presenza del Sig. Vicario Don Carlo Repollino, s’acclamò per nostro protettore e patrono di questa città di Butera il nostro glorioso San Rocco, con grandissimo giubilo di tutto il popolo. Gli officiali del presente sono: Capitano Gabriele Giurato, li giurati: Giuseppe Segala, Dott. Domenico Galante, Alessandro Sammarco, Francesco Ripollino. In questa acclamazione, si trova di presenza il Signor Arciprete di Licata D. Giuseppe Menza, nostro compatriota». Butera possiede una reliquia di San Rocco che è collocata in petto alla statua del Santo, in un bell’ornato d’argento. Tale reliquia venne data alla città di Butera il 27 Aprile 1730 da Frate Angelico di Spaccaforno dei Minori Osservanti Francescani. Molte sono le leggende intorno a San Rocco, una delle quali racconta che «Butera era oppressa da terremoti e pesti, quando apparve sulla spiaggia una cassa galleggiante verso cui si dirigeva un carro trainato da buoi per caricarla e portarla in città. I buoi stanchi e assetati si fermarono in contrada SS. Cosmo e Damiano, che non esiste in territorio di Butera, tranne che voglia riferirsi a Sancicumà che è nei pressi ove sorge la fonte, dove da un roveto scaturì subito acqua a profusione; quel posto, divenuto Sacro, prese il nome di "Acqua della Santa Reliquia". Pervenuta la càssa a Butera, aperta, ne venne fuori un mugolo di farfall4 fra lo stupore dei presenti che subito la richiusero. Più tardi si apprese dal Papa che quelle farfalle, giunte sino a lui, erano il corpo di San Rocco. Riaperta la cassa, vi si trovò un ricco reliquario contenente le ossa del Santo che da allora, ogni anno nel giorno della sua festa si espongono alla venerazione dei fedeli. La Chiesa è stata restaurata diverse volte. Nella Chiesa si trovano: Nove tele di San Rocco dipinte da Domenico Provenzano, mentre sull’altare troneggia il massiccio Simulacro del Santo; un Crocifisso scolpito in legno, forse da un buterese nel convento dei Cistercensi presso il Monte Santa Maria Dell’Alto. La Chiesa è stata eretta a Parrocchia nel 1939 e ne fu Parroco Salvatore Cannizzaro ed oggi Don Filippo Provinzano. Nel 1983 è stata eretta a Santuario. Il culto a San Rocco è stato portato dai Branciforte, Signori di Butera.